Italian - ItalyEnglish (United Kingdom)

Secretariat

AIZ

Dipartimento di Ingegneria dei Materiali e della Produzione

Piazzale V. Tecchio, 80

80125 Napoli

Tel.: +39 081 7682390

Fax: +39 081 7682394

Email: info@aizeta.it

Events

<< July 2018 >> 
 Mo  Tu  We  Th  Fr  Sa  Su 
        1
  2  3  4  5  6  7  8
  9101112131415
16171819202122
23242526272829
3031     

AIZ History

PDFPrintE-mail

La fondazione

Ci trovammo a Napoli, a via Toledo (che molti si ostinano ancora a chiamare via Roma), a pochi passi dallo slargo di piazza Salvo D’Acquisto (che molti si ostinano ancora a chiamare piazza Carità).

Era il nove di dicembre del millenovecentonovantuno. C’erano, con chi scrive, Rosario Aiello, Alberto Alberti, Maurizio de’ Gennaro, Vittorio Fattore, Alfonso Nastro ed Elio Passaglia, delegati e rappresentanti di un folto gruppo di colleghi, che riunitosi tre mesi prima a L’Aquila per partecipare al 1° Convegno Nazionale di Scienza e Tecnologia delle Zeoliti, aveva deliberato che venisse fondata quella che si sarebbe chiamata Associazione Italiana Zeoliti.

L’appuntamento dal notaio Paladini era previsto per le ore 10, ma, come sempre succede in questi casi, ci fu da aspettare. Le formalità, peraltro, non ci portarono via molto tempo: lo statuto era stato concordato ed era dunque già pronto, così come concordate e pronte erano la composizione del primo Consiglio Direttivo e la distribuzione delle cariche sociali. Non mi ricordo ci sia stato un brindisi per festeggiare l’avvenimento: eravamo, forse, troppo compresi della sostanza di ciò che avevamo creato che ci appariva riduttivo curarne la forma. O forse semplicemente non ci pensammo. Il brindisi, del resto, è più appropriato per festeggiare avvenimenti pregressi di cui si vuol perpetuare la memoria, che evenienze con un futuro al momento ancora inevitabilmente incerto e nebuloso.

 

I soci

Incomincia così la storia della nostra associazione, che ha raggiunto felicemente i dieci anni di vita. Dieci anni non sono pochi per un’associazione di modeste proporzioni e soprattutto “trasversale” come la nostra. È certamente più oneroso, ma nel contempo più rassicurante, tenere in vita un’associazione con centinaia di soci di identica matrice (tutti chimici, tutti fisici, tutti biologi,…), perché questa non subisce grossi traumi a seguito dell’avvicendarsi fisiologico dei suoi membri. Ben più difficile tenerne in piedi una che vanta solo un centinaio di aderenti, che, per di più, hanno origini, cultura ed interessi i più svariati. Si corre continuamente il rischio di ridursi a quattro gatti, e, per evitarlo, non c’è altra possibilità che quella di profondere un continuo impegno a reclutare nuovi soci, ma soprattutto a sollecitare gli amici, i collaterali, i ritardatari e gli smemorati.

Se si guarda al complesso dei soci dell’Associazione e alla loro evoluzione nel tempo, si nota che, dopo un andamento crescente iniziale, durato all’incirca un quadriennio, e attribuibile verosimilmente alla novità, il numero di aderenti si è assestato intorno a centoventi/centotrenta ed è rimasto sostanzialmente immutato negli anni. Ciò non vuol dire, purtroppo, che il cosiddetto “zoccolo duro” ammonta ad un centinaio di unità, perché cospicuo è stato negli anni l’avvicendarsi di persone, che talvolta hanno perfino sostato per una sola annata. Una disamina degli elenchi dei soci (consultabili negli annuari del Bollettino) ci farebbe desumere, realisticamente ma tristemente, che i soci “fedeli”, cioè quelli che sostengono l’Associazione fin dalla sua nascita, sono poco più di una trentina.

Un vanto dell’Associazione è peraltro quello di aver goduto del sostegno di un cospicuo numero di Soci Sostenitori (sempre in proporzione alle sue dimensioni), che nelle annate buone ha raggiunto la quota di sette. È doveroso citare le quattro Aziende che ci sostengono fin dall’inizio (e che costituiscono i soli sostenitori attuali): l’EniTecnologie, l’Italiana Zeoliti, la Sasol Italia e la UOP M.S. È altresì motivo di orgoglio dell’Associazione annoverare fra i suoi soci, in qualità di Soci Onorari, due illustri colleghi, Antonio Scherillo e Riccardo Sersale, che tanta parte hanno avuto nella nascita della Scienza delle Zeoliti nel nostro Paese.

È curioso, ed è peraltro cosa di cui andar fieri, il fatto che fra i soci c’è sempre stato un piccolo, ma significativo, gruppo di colleghi stranieri (cito a memoria - dell’Argentina, del Belgio, del Canada, di Cuba, della Grecia, del Messico, della Spagna), alcuni dei quali convivono le vicende dell’Associazione fin quasi dalle origini.

 

Questo sito web utilizza i cookies per gestire l'autenticazione, la navigazione, e altre funzioni. Utilizzando il nostro sito, l'utente accetta che possiamo mettere questi tipi di cookies sul vostro dispositivo. Per saperne di piu sui cookie che utilizziamo, vedere la nostra politica sulla privacy.

Accetto i cookie da questo sito.